"ho voglia di parlare in libertà, senza che nessuno pesi le mie parole, le fraintenda, le usi contro di me. voglio chiarezza e libertà di dire ciò che voglio..."
commenti posted by kness
"ho voglia di parlare in libertà, senza che nessuno pesi le mie parole, le fraintenda, le usi contro di me. voglio chiarezza e libertà di dire ciò che voglio..."
sono meglio le
BiONde

Gwyneth Paltrow
o le
BrUNe?!

Katie Holmes
Vietato baciare, studenti in rivolta
al rosselli
Convocati dalla preside. Lui: eravamo all'esterno, ripicca per le mie proteste in passato
«ERA SOLO un bacio a stampo», dicono i ragazzi del Rosselli, nel loro slang, facendo vedere come si fa. Le labbra si appoggiano e schioccano per allontanarsi subito. Si saluta così al primo incontro, ogni mattina, chi si vuol bene. Elisa ed Emanuele, studenti di 17 anni, insieme da otto mesi, se ne vogliono già tanto e ieri mattina alle 7,55, davanti alla succursale di Voltri dell'Istituto tecnico per il commercio Carlo Rosselli, la loro scuola, si sono baciati così. Elsa Cirlini, la loro preside, ex professoressa di Inglese, è andata su tutte le furie, dopo averli scorti attraverso l'uscio, e li ha rimproverati. Non solo. Inorridita a quanto pare da quel gesto, giudicato osceno, inscenato a dieci metri dal portone («distanza che delimita il territorio dell'istituto»), li ha subito convocati nel suo ufficio. Ha detto loro che «quelli non sono comportamenti da tenere», che «qualcuno potrebbe sentirsi offeso». E ha minacciato «provvedimenti disciplinari»: «Vi manderò davanti al provveditore», l'hanno sentita alzare la voce i due ragazzi. Elisa si è messa a piangere. Emanuele, rappresentante di classe, ha reagito urlando per l'indignazione. Ed è scattata la mobilitazione.
Gli studenti del Rosselli di Voltri sono rimasti in corridoio per una prima mezz'ora. Per solidarietà. Poi la quarta, la classe della quale fanno parte i due studenti "indisciplinati", ha deciso di saltare tutte le lezioni della giornata: tre ore di economia aziendale, verifica compresa, e due ore di lettere. Uno sciopero improvviso e indispettito: «Evidentemente vuole che indossiamo il burqa», provoca Alessio, uno degli studenti ammutinati.
Emanuele, uno dei due fidanzatini rimproverati, ha una versione "sindacale" dell'accaduto: «Potrebbe essere stata una ritorsione - azzarda - nell'ultimo consiglio di classe mi sono alzato davanti a tutti i prof per lamentarmi. Per protestare contro i tre mesi che ci sono voluti a far avere un insegnante di sostegno al mio compagno disabile, per la mancanza degli appendi abiti in una scuola appena ristrutturata, per i bagni delle ragazze che sono inagibili da settimane, per le macchinette delle merendine fuori uso da troppo tempo. Ho preso la parola e ho aperto il libro. Evidentemente ora me l'ha fatta pagare».
«E' assurdo rimproverare i nostri ragazzi per una cosa del genere, con tutta la droga che gira davanti alle scuole e tutti i problemi che gli adolescenti devono affrontare in questa società», dice Marina, madre di una ragazza di seconda. L'ultimo bacio è solo la goccia in un vaso che era già colmo, sussurrano i genitori supplicando di non pubblicare il loro nome per non esporre a ritorsioni il proprio figlio. Lo confermano alcuni insegnanti, anch'essi anonimamente per quieto vivere. «Ci impedisce di farci il piercing alla lingua, ci impone di tenere la pancia coperta e pretende le maniche lunghe - si lamentano le ragazze in coro - Ma dove vive? In quale epoca?». La moda prevede magliette dimezzate e pantaloni cadenti ormai da tempo. Ma nella scuola della professoressa Cirlini la moda non deve, non può entrare.
Nemmeno la stampa, in effetti, alla quale la preside ha sbattuto in faccia prima il telefono e poi il portone dell'istituto. Impossibile chiedere la versione della professoressa. Impossibile mettere a confronto il racconto dei ragazzi con il suo. «Preferisco non parlare», sono state le uniche parole della dirigente, pronunciate al telefono dopo essersi fatta negare e prima di riattaccare senza possibilità di dialogo.
E proprio la «mancanza di dialogo con studenti e professori»è quanto viene da molti imputato alla dirigente del Rosselli. «Chi ha potuto in questi due anni si è fatto trasferire altrove - rivela una ex insegnante - Sono stati spesi 3.500 euro per i timbratori di cartellini e solo un rovente consiglio docenti ha impedito alla preside di imporre l'operazione anche agli insegnanti. Ora a timbrare sono solo i bidelli che, tra l'altro, non possono, non devono fare gli straordinari». «Come facciamo a pulire tutta la scuola entro le 14,30? E' praticamente impossibile, se non si vuole che lo si faccia senza impegno», protesta uno dei rappresentanti del personale non docente.
Mentre i ragazzi filmano le interviste con i loro videofonini e invocano l'intervento del Gabibbo di "Striscia la notizia" e degli inviati delle "Iene", i loro programmi televisivi di riferimento, è il professore di lettere Andrea Siri a tirare le somme con diplomazia: «La lezione di stamattina (ieri per chi legge, ndr) credo non sia servita a nessuno. A volte basterebbe il buon senso per evitare tanti problemi e gli eccessi, da una parte (leggi la preside, ndr) e dall'altra (gli studenti ammutinati)», dice in libertà, guardando bene che la distanza dall'istituto sia sufficiente. Poi se ne va, con gli studenti che sciamano via intorno a lui e che, giurano, domani mattina si saluteranno ancora così: «Smack!».
Graziano Cetara
19/11/2006
Questa è stata la mia reazione:

geniale!
http://infomale.splinder.com/post/9755354/Il+nemico+peggiore+dell%27uomo%3A+IL+REGGISENO